9 ottobre 1963


9 ottobre 1963

Il nove ottobre 1963 alle ore 22.39 dal monte TOC una frana di 270 milioni di  metri cubi piombò nel bacino artificiale ricavato nella valle del torrente vajont.

Questa frana provocò un'onda di 50 milioni di metri cubi d'acqua che nel giro di 4 minuti ha spazzato via dalla faccia della terra i paesi di Longarone Codissago e Castellavazzo a valle della diga e provocando danni ingenti ai paesi di Erto e Casso che si trovavano al di sopra del manufatto.

La diga del Vajont venne realizzata all'italiana (vi invito a guardare lo spettacolo di Marco Paolini semmai dovesse ritornare in onda) e quando alla fine fu evidente che quella diga li, con una frana preistorica sul groppone, proprio non si doveva fare, invece di pensare alla sicurezza delle persone che ignare vivevano a valle e a monte del bacino, si pensò al soldo e a come limitare i danni rifilando una fregatura all'allora nascente ENEL.

Oggi a 46 anni di distanza da quella tragedia provocata dall'avidità e dalla superbia umana, alla luce delle tante tragedie evitabili che ultimamente stanno insanguinando l'Italia da nord a sud posso affermare con certezza che:

DEL RISPETTO DEL TERRITORIO NON È STATO CAPITO UN CAZZO