Comunicare è vivere


 

Nel lontano 1989 ebbi la fortuna di essere nella classe di Meccanica e l'anno dopo di Macchine a Fluido la cui cattedra era del mai troppo compianto Professor Orazio Crescenzi.

Era un professore della vecchia scuola, rude, pratico, preparatissimo e con un idea molto semplice della comunicazione che applicava di continuo.

Il suo principio era che per stabilire un canale comunicativo con gli altri bisogna essere tutti sullo stesso livello di linguaggio.
In questo modo, parlando sostanzialmente la stessa lingua, ogni barriera viene meno e anche l'impegno didattico ne viene favorito.

Il Professore per mettersi sullo stesso piano dei suoi allievi, non essendo questi in  grado di elevarsi al suo livello, adoperava un linguaggio da strada, spesso in dialetto, che alla fine, tra quattro risate rilassava il clima e predisponeva i ragazzi, me compreso, a ricevere l'insegnamento del giorno.

Tale atteggiamento, oggi purtroppo impensabile visto che per ogni piagnisteo degli studenti si passa a vie legali, lo rendeva temuto e odiato dai ragazzi più turbolenti perché senza mezzi termini li metteva in ridicolo senza colpo ferire.
Il suo ricordo non mi ha mai abbandonato e ancora oggi il suo modo di fare lo tengo fisso in mente per poter stabilire dei canali di comunicazione efficaci e sopratutto duraturi.

Tutta questa premessa per farvi comprendere che la mia idea di comunicazione è principalmente calibrata sul fatto che per poter trasmettere delle informazioni bisogna prima di tutto parlare la stessa lingua.

L'oggetto del contendere di questo articolo è il megaevento su PostgreSQL che si è tenuto nell'ottobre 2008.

Piccolo appunto prima di partire su questo discorso, non sarò tenero ne farò sconti, quindi se non siete abbastanza maturi per reggere delle critiche chiudete questa pagina e andatevene tranquillamente affanculo.

Probabilmente molti tra di voi si staranno chiedendo perchè mi sto dilungando su questa storia e noteranno un certo accanimento.

Il motivo di ciò è semplice: L'idea della conferenza nel 2007 e di tutto ciò che ne è conseguito è mia.
Se mi fossi fatto i cazzi miei due anni fa ora non ci sarebbe niente, ne in europa ne in italia e, considerata la gratitudine con cui sono stato ripagato da questi signori, a conti fatti avrei fatto bene a farmeli.

L'evento, formalmente conosciuto come PGDay, a differenza dell'edizione 2007 si è svolto in una doppia modalità.

Ci sono stati quindi due eventi, uno europeo ed uno italiano con quattro percorsi tematici distinti a seconda della tipologia di interventi.

I comitati che si sono occupati del call for paper sono stati diversi a seconda della tipologia di evento, una commissione di lingua inglese per quello europeo e una italiana per quello italiano.

Non starò a fare un paragone tra le persone che hanno composto le due commissioni, non ho elementi per giudicare la preparazione dei singoli ma mi limiterò a confrontare i programmi dei due eventi per comprendere se la promessa del sito e dell'evento, il filo conduttore, scopri il più avanzato database libero, sia stata rispettata come accaduto nell'evento 2007.

In questo post l'attenzione sarà rivolta al programma italiano mentre nel successivo si parlerà di quello in lingua inglese.

I link agli eventi li trovate nella rotta di navigazione per farvi un'idea delle due facce della stessa medaglia mentre il terzo link riporta un articolo molto interessante, sopratutto la flammata che è seguita nei commenti tra gli organizzatori, me medesimo e altre persone che passavano di la.

Sostanzialmente la prima chicca comunicativa di questa edizione è stato lo scandaloso ritardo nella pubblicazione del programma che, come fa notare l'articolo di cui sopra, in data 25 settembre 2008 brillava per la sua assenza salvo poi apparire dopo un paio di giorni dopo che ci si era scannati per bene sul blog.

Come viene giustificato questo ritardo dagli organizzatori?
A leggere bene tra le righe tutto si riduce ad un siamo volontari  che è un bel dito dietro il quale nascondersi.
Peccato però che il fatto di essere volontari non giustifica un cazzo ma semmai è un aggravante per un lavoro fatto male.

Ma pensiamo allo sforzo comunicativo del sito italiano e tiriamo un pò di somme e, visto  che gli organizzatori sono troppo stanchi per analizzare l'evento in modo obiettivo e costruttivo a tre mesi dall'evento, facciamo un primo bilancio partendo dalla promessa del sito.

Voglio porre attenzione in particolare al verbo che apre la frase:

scopri il più avanzato database libero

Il verbo scoprire può assumere alcuni significati.

scoprìre

Significato numero 1
togliere a una cosa ciò che la copre, la nasconde, la difende; togliere i panni che coprono il corpo o una parte di esso

Significato numero 2
lasciare indifeso

Significato numero 3
palesare, manifestare

Significato numero 4
giungere alla conoscenza di verità, cose, luoghi prima sconosciuti

Il significato 4 si adatta bene alla promessa che sostanzialmente invita i visitatori a conoscere qualcosa di prima sconosciuto, presupponendo in maniera implicita che quel qualcosa sia ignoto alle persone interessate dall'evento.

Ora, limitandoci al programma in lingua italiana, che trovate nei siti linkati nella rotta di navigazione, analizziamo le argomentazioni proposte dal comitato organizzatore per rendere possibile questa scoperta.

Il programma italiano prevedeva due percorsi distinti: Italian General e Italian Intro.

I talk presenti nel percorso Italian General sono:

Gestione dello Sportello Unico Attivita' Produttive presso il Comune di Montemurlo (PO)
Il geodatabase della Carta Tecnica Regionale Toscana (CTR) per la tutela ambientale
Integrazione Postgis Dspace
Alveo WMS connector
SCORdb Project - la ricerca clinica a ciclo corto
Mtree GiST
ITPUG Meeting
Procedura di recupero dei crediti per pubblica amministrazione

I talk presenti nel percorso Italian Intro sono:

Connettivita' PostgreSQL da diversi linguaggi (parte 1 e parte 2)
Migrazione da MySQL a PostgreSQL in PHP
Stored Procedure
Partitioning

Lo so cosa state pensando. No, non ho sbagliato il copia e incolla. Questi sono tutti gli eventi previsti per il PGDay Italiano. Se non ci credete andatevi a vedere il programma sul sito.

Ad ogni modo vediamo in dettaglio i due track.

Italian General

Il percorso Generale prevede 4 talk di tipo divulgativo sull'utilizzo del database situazioni di produzione, uno relativo alle estensioni Postgis, un non meglio definito connector di cui, alla data della pubblicazione del programma, non si trovava traccia su internet un talk tecnico sull'infrastruttura GiST e infine l'assemblea dell'associazione ITPUG che ha organizzato l'evento e che, in questo contesto, c'entra come i cavoli a merenda.

Balza subito all'occhio come percorso Italian General risulti profondamente sbilanciato verso i case study che permettono di comprendere la bontà del prodotto ma richiedono un background di conoscenze specifiche ed escludono coloro che non conoscendo PostgreSQL vorrebbero scoprirlo.

Stesso discorso per per quanto riguarda il talk sull'infrastruttura GiST che si rivolge a persone che già conoscono il prodotto mentre l'assenza di Proceeding (troppa fatica scriverlo in italiano?) e di informazioni a riguardo sul web lasciano nella nebbia il talk relativo al connector.

Italian Intro

Il percorso Intro invece prevede un corso sulla connettività verso PostgreSQL da diversi linguaggi che sostanzialmente è rivolto a chi di programmazione già ne mastica e che in qualche modo è già competente in materia mentre il  corso di migrazione da MySQL a PostgreSQL in PHP risulta troppo specifico escludendo chi invece volesse migrare da altri prodotti e con altri linguaggi di programmazione.

Gli ultimi due contributi, stored procedure e partitioning, infine sono argomenti di livello medio alto che mal si sposano con lo scopo introduttivo del track.

Conclusioni

In entrambi i percorsi mancano completamente contributi di tipo divulgativo.
Nel percorso generale è stato inserito un evento legato all'associazione che non c'entra un cazzo con tutto il resto.
Nel percorso introduttivo sono stati inseriti due talk di alto livello che potevano tranquillamente finire in un ipotetico percorso advanced.
Nel percorso generale un talk poteva tranquillamente finire insieme ai due di cui sopra nel percorso ipotetico advanced.
Nel percorso generale sono presenti talk potenzialmente interessanti ma l'assenza di informazioni a riguardo non permette di comprendere il significato degli argomenti trattati.

Al termine di questo prolisso primo post relativo al PGDay lascio a chi legge il compito di  tirare le proprie conclusioni sulla promessa dell'evento.

Le mie sono le seguenti e si rifanno alla premessa.

Da quanto ho visto il discorso sulla comunicazione stato completamente cannato.

Non è stata presa in considerazione la possibilità di aprire un dialogo verso le persone che sono a digiuno di database.

Idem come sopra per coloro che in qualche modo sono responsabili aziendali ma ne capiscono poco di informatica.

Sostanzialmente la promessa è  stata totalmente disattesa.